r/italy • u/north_pole • 10h ago
Le sanzioni degli Stati Uniti al collettivo italiano “Autistici/Inventati”, che dal 2001 offre servizi informatici sicuri e lavora per una Rete decentrata e diffusa
La notizia è di una settimana fa ma non l'ho vista girare quasi da nessuna parte, mentre per me su Reddit dovrebbe interessare - e parecchio.
Il 26 agosto il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno annunciato di aver deciso di applicare sanzioni antiterrorismo nei confronti del collettivo Autistici/Inventati, che ha sede in Italia ed è nato il 3 marzo 2001.
Sin dai tempi di Genova, il collettivo di hacker lavora per offrire ad attivisti e organizzazioni servizi informatici sicuri, tra cui chat ed email criptate, hosting web, videoconferenze e streaming, strumenti per l’anonimato web.
Il tutto al dominio autistici[.]org, che ora risulta irraggiungibile anche dall'Italia.
"Pensiamo che .org, che è il top-level domain di autistici.org, gestito da Public Interest Registry, sia all’origine del motivo per cui autistici.org non funziona più", ha spiegato a Domani uno degli hacker del Collettivo.
Autistici/Inventati è dietro anche alla nota piattaforma Noblogs, e offre un importante servizio di archiviazione delle pagine web: tra gli altri, lo hanno usato spesso i Wu Ming, che lì hanno archiviato l'articolo più visitato della storia di Giap (Tu che straparli di Carlo Giuliani, conosci l’orrore di Piazza Alimonda?).
La misura del governo statunitense, durissima e arrivata senza una comunicazione diretta al collettivo, penalizza in maniera totale una realtà che da 25 anni mette a disposizione strumenti di comunicazione libera e sicura. Le conseguenze sono pesanti: il patrimonio del collettivo negli Usa viene bloccato e a cittadini e imprese statunitensi è vietato fare transazioni che coinvolgano Autistici/Inventati.
Non è escluso, inoltre, il rischio di sanzioni per le istituzioni straniere che interagiscono con loro, come nel caso dell'italiana Banca etica.
Si tratta di una punizione per 'colpe' degli utenti dei servizi informatici messi a disposizione da A/I, ma c'è un punto fondamentale che, sempre su Giap, il giurista Luca Casarotti commenta così:
"È stato detto giustamente che la proscrizione di A/I sanziona un fornitore di servizi digitali per fatti imputati in modo più o meno generico a utenti di quei servizi. Ciò naturalmente non significa che d’ora in avanti gli Stati Uniti colpiranno qualunque proprietario di infrastrutture digitali per qualunque preteso reato politico commesso da qualunque loro utente: è inimmaginabile che Meta venga proscritta come organizzazione terroristica globale per la diretta Facebook della strage compiuta da un suprematista bianco, o che venga proscritta Google perché una casella @ gmail[.]com ha mandato in giro il manifesto di rivendicazione di quella stessa strage".
A me, quindi, sembra in definitiva una mossa per silenziare voci che non stanno simpatiche all'amministrazione USA, come spiegato nell'appello di Supporto Legale.
Siamo di fronte a una decisione politica e amministrativa che trasforma la fornitura di strumenti di comunicazione, privacy e autodifesa digitale in un elemento d’accusa. È così che si prova a rendere impraticabile un’infrastruttura indipendente: non solo colpendo chi la gestisce, ma rendendo sempre più difficile per altri continuare ad avere rapporti con essa.
Tra le organizzazioni che hanno preso una posizione sul tema (purtroppo poche), segnalo ReCommon, che ha pubblicato su Instagram, Twitter X, BlueSky e soprattutto Telegram tenendo fede al proprio motto "Contro le ingiustizia, per natura".