r/firenze • u/Silent_Midnight6655 • 17h ago
Dove ti cerco ancora
Per dodici anni io, il mio compagno e il nostro cane siamo tornati a Firenze almeno due volte al mese. Era diventata un po’ casa nostra, il luogo in cui tornavamo senza bisogno di un motivo, semplicemente perché lì stavamo bene.
Il mio tato adorava Firenze da morire. Nel 2025 stavamo persino cercando una casa per trasferirci lì quell’anno. Lui amava tutto di quella città: le sue strade, i palazzi, le piazze, la storia, il modo di vivere, il vino, il cibo… ogni cosa.
Adorava andare a mangiare il panino con il lampredotto da Mario, a Porta al Prato. Poi prendevamo due panini e due bicchieri di vino rosso, rigorosamente nei bicchieri di plastica, ed entravamo nel parco. Per noi era una festa semplice, ma eravamo felici.
Aspettavamo le 23 per andare a passeggiare, quando Firenze finalmente diventava più silenziosa e le strade si svuotavano. Ed era allora che iniziava uno dei suoi racconti.
Simone era una persona di un’intelligenza rara. Aveva una memoria incredibile e una curiosità che sembrava non avere fine. Conosceva la storia dei palazzi, delle famiglie, delle strade, delle chiese, delle piazze. Passando davanti a un edificio, sapeva raccontarmi chi lo aveva abitato, a quale famiglia nobile fosse appartenuto, cosa fosse successo lì.
Io camminavo accanto a lui e lo ascoltavo. Firenze, attraverso le sue parole, diventava ancora più bella. Sembrava che ogni pietra avesse una storia e che lui fosse capace di leggerla.
Poi arrivavamo nella bellissima Piazzetta della Passera e ci sedevamo lì, semplicemente insieme. Non serviva altro.
E al mattino… pronti, via!
Prendevamo la macchina e scappavamo verso il Chianti, senza sapere esattamente dove saremmo arrivati. Simone conosceva tutto. Mi ha fatto conoscere Montalcino, Pienza, Montepulciano, San Gimignano, Siena, Lucca, Arezzo, Volterra, Cortona, Monteriggioni, Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti e tanti altri piccoli borghi che sembravano usciti da una cartolina.
Amava ogni angolo della Toscana e amava i toscani. Diceva che erano molto simili ai veneti: schietti, semplici, ironici, amanti della buona tavola, del vino, degli animali, della natura… e delle bestemmie.
Eravamo così: bastava una strada davanti a noi e partivamo. Un borgo, una cantina, un paesaggio, una trattoria, un bicchiere di vino. Simone sapeva sempre qualcosa da raccontarmi. Conosceva tutto, o almeno così mi sembrava.
Era una delle persone più intelligenti e più buone che abbia mai incontrato in questo mondo di merda. Il mio amore.
E poi, un giorno, ha deciso, per sua volontà, di lasciare questo mondo.
Oggi ho visto alcune di quelle fotografie e le ho chiuse subito. Non riesco quasi mai a guardare le sue foto. Fa troppo male. Dentro quelle immagini non vedo soltanto un luogo: vedo noi. Vedo la nostra vita, le nostre risate, Arturo con noi, le nostre strade, i nostri bicchieri di vino, le notti a Firenze.
E purtroppo non potrò mai più tornare nei suoi luoghi del cuore nello stesso modo. Il primo, e forse il più grande, è la sua amata Toscana.
Spero che, da qualche parte, tu possa ancora passeggiare per quelle strade, sederti in una piazza, guardare un tramonto e bere un calice di vino.
E spero che ogni tanto tu possa guardarci.
Io e il nostro cagnolino ti amiamo ancora tanto.
Chissà… magari in un’altra vita ci ritroveremo a Firenze. Oppure in uno di quei piccoli borghi toscani che amavi così tanto. Magari saremo ancora noi tre, con un bicchiere di vino in mano, Arturo accanto a noi, e tu che mi racconti ancora una volta la storia di qualche antico palazzo.
Chissà.
Forse l’amore vero è anche questo: continuare a cercarsi nei luoghi in cui siamo stati felici.
